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mercoledì 24 giugno 2009

COSMETICI: LE NOVITA IN VIGORE IN ATTESA DEL 2013

La LAV si occupa dall’inizio degli anni ‘90 della sperimentazione animale per fini cosmetici. Il frutto di impegno e perseveranza ha portato nel 1993, insieme alle maggiori associazioni animaliste europee, ad ottenere dalla Commissione Europea la promessa di un bando ai test su animali su prodotto finito ed ingredienti cosmetici entro il 1998 (Direttiva 2003/15/CE). Il bando è stato più volte rimandato, arrivando alla totale esclusione dei test

animali in questo campo di applicazione nel 2013.


Il 2009 rappresenta, però, un anno positivamente importante; infatti, l’11 marzo è entrato in vigore, il secondo stop riguardante i divieti previsti dalla normativa (il primo nel 2004 con il divieto di testare prodotti cosmetici “finiti” su animali) che porta alla quasi totale esclusione dell’uso degli animali vivi per fini sperimentali nel campo della cosmesi. Rimangono in vigore, ancora per pochi anni, tre test fortemente invasivi, quali: tossicità per uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica (assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione della sostanza in esame).


Negli ultimi anni sono stati molti gli sforzi economici, politici e scientifici per lo sviluppo di test sostitutivi all’uso di animali, i quali, oltre al vantaggio etico, sono anche migliori sotto il profilo scientifico e quindi di sicurezza per i consumatori; sono, infatti, già disponibili sul mercato più di 20.000 ingredienti cruelty-free.


In attesa del 2013, per evitare di contribuire alla sperimentazione animale con l’acquisto di prodotti che contengono ingredienti di nuova formulazione, la LAV consiglia di attenersi alle aziende che hanno sottoscritto lo Standard Internazionale “Non Testato su Animali”, l’unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ai consumatori le aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale, impegnandosi a utilizzare solo materie prime già presenti sul mercato prima della data sottoscritta nello Standard. Impegnarsi a utilizzare materie prime già esistenti e fissando una data ben precisa come spartiacque, è oggi l’unico modo concreto per dire stop ai crudeli e inutili esperimenti su animali per fini cosmetici. Il razionale dello Standard è che se ipoteticamente tutte le aziende vi aderissero, cesserebbero immediatamente i test su animali per fini cosmetici poiché non ci sarebbe più mercato di nuove materie prime. Lo Standard Internazionale “Non testato su Animali” è un’iniziativa unitaria delle più importanti associazioni antivivisezioniste e animaliste nel mondo, è coordinato dalla ECEAE (European Coalition to End Animal Experiments) e gestito in Italia dalla LAV. Esso prevede controlli presso le imprese aderenti da parte di una società indipendente di auditing, nel nostro caso ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), non è quindi una lista di imprese che si autocertificano. Per ottenere il riconoscimento di adesione allo Standard l’azienda deve inviare della documentazione contenente informazioni dettagliate sulla produzione, comprese dichiarazioni di fornitori e produttori di materie prime, dopodiché, se la documentazione risulta completa e corretta, l’azienda può richiedere la visita ispettiva di ICEA, che, attraverso il suo personale tecnico, organizza un controllo sul campo. Solo in seguito all’esito positivo della visita ispettiva da parte di ICEA, la LAV inserisce l’azienda nella propria lista.


Ad oggi sono più di 20 le aziende italiane che hanno sottoscritto lo standard, e altre sono in corso di certificazione. La lista delle ditte aderenti viene costantemente aggiornata sul nostro sito www.lav.it all’interno della campagna cosmetici. Il bando dei test cosmetici su animali, rappresenta un importante cambiamento nello scenario scientifico e culturale, che fonda solide basi per l’accettazione di una ricerca senza animali e stimola la coscienza individuale.


Articolo di Michela Kuan

pubblicato sulla rivista "Impronte" (LAV), numero aprile 2009

DUE STRADE VERSO IL VEGETARIANESIMO

C'è chi pensa che l’alimentazione vegetariana si limiti all’insalata e a qualche verdura bollita e vede questa scelta come un voto di rinuncia al cibo saporito, vario e sfizioso. Naturalmente non è così! Anzi è il contrario.

Con pochi accorgimenti, analizzando i piatti tradizionali e le specialità etniche che ci circondano e apportando qualche variazione è facile trovare piatti che piacciono anche agli onnivori più convinti.

Perché quindi non provare a diventare vegetariani? E come fare? La transizione verso una dieta equilibrata che rispetti i principi etici di non violenza nei confronti degli animali è più facile se si segue un percorso pratico e ragionato. Ognuno è libero di muoversi come meglio crede nel suo processo di avvicinamento al vegetarismo, qualche consiglio può tuttavia essere d’aiuto. Ecco due diverse strade che conducono al traguardo prefissato.

Vegetariano fast
• Analizza i piatti che consumi
abitualmente
• Identifica tra questi i cibi vegetariani
e considerali come punti
da cui partire
•Programma di consumare un pasto
totalmente vegetariano diverse
volte alla settimana
•Elimina sempre più cibi di origine
animale sostituiscili con piatti
vegetariani, anche rivisitando
le tue ricette preferite.
• Impara a conoscere il tofu e il
seitan, il latte di soia, lo yogurt
e i budini di soia o riso e a valorizzare
la cucina italiana tradizionale
a base di cereali, legumi
e verdure
• Amplia le scelte cercando ricette
nei libri di cucina o su Internet
e consultando i numerosi testi
reperibili sul mercato
• Iscriviti ad un forum o a una mailing
list di scambio ricette e consigli
• Documentati sui piatti vegetadi
Paola Segurini riani da mangiare fuori casa
• Analizza la nuova alimentazione
e valuta se i tuoi pasti comprendono
una buona varietà di
cereali integrali, di legumi e di
prodotti a base di soia, di verdura
e frutta, tutti i giorni. Se
non è così, cerca di equilibrare
il menu

Vegetariano select
• Elimina la carne “rossa” la prima
settimana.
• Abolisci la carne “bianca” la seconda
settimana
• Togli il pesce la terza settimana
E quando vuoi le uova e quindi
i latticini
• Segui i consigli pratici dell’itinerario
Vegetariano Fast
• Analizza la nuova alimentazione
e valuta se i tuoi pasti comprendono
una buona varietà di cereali
integrali, di legumi e di prodotti
a base di soia, di verdura e
frutta, tutti i giorni. Se non è così,
cerca di equilibrare il menu.

La varietà è la migliore garanzia che l’alimentazione sia bilanciata. Ma anche la fantasia, lo scambio di esperienze, la voglia di provare ingredienti nuovi sono elementi importanti. Fondamentale nella transizione è l’approccio psicologico: il segreto è concentrarsi sugli aspetti positivi del cambio, sulla nuova energia, sull’universo gastronomico tutto da scoprire e non sul rimpianto per i cibi a cui si decide di non ricorrere più. In conclusione, come in tutti i percorsi, l’avvertenza di base è guardare avanti, non indietro, non avere cioè paura di cambiare ma vedere la realtà con occhi nuovi.

Articolo di Paola Segurini
pubblicato sulla rivista "Impronte"(LAV), numero giugno 2009